Glera

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Glera

CENNI STORICI

Storicamente iscritto nel registro nazionale dei vitigni come PROSECCO, ha assunto il nome botanico GLERA a far data dalla pubblicazione del decreto 2009 (GU n. 146 del 26-6-2009) Modificazioni al registro nazionale delle varietà di viti.
Una necessità questa per la tutela a livello comunitario ed internazionale del nome Prosecco non più come nome botanico ma come nome del vino ad uso esclusivo delle zone a Denominazione di Origine, a difesa dalle imitazioni.
Deriva dall’antico vitigno autoctono chiamato Pucinum dai Romani, e la tesi che si tramanda fin dal XVI secolo, a seguito degli studi di Volfango Lazio, è che sia originario delle colline carsiche dove esiste una località omonima (Prosecco) ed un vitigno del tutto simile denominato appunto Glera.
Certo è che nella provincia di Treviso, e in particolare nella area di Conegliano Valdobbiadene, ha trovato l’habitat ideale fin certamente dalla prima metà del Settecento.

 IL GRAPPOLO

Il grappolo è piuttosto grande, lungo, spargolo e alato. L’acino è tondo, di grandezza media ma variabile, con buccia di colore giallo-verde che diventa giallo-oro alla maturazione. La buccia è pruinosa, discretamente robusta. La polpa succosa ha sapore semplice, neutro, acidulo.